Viaggio tra i lavoratori dello spettacolo

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Il trucco c’è ma non si vede: non è solo una regola di stile, ma anche una caratteristica necessaria per chi lavora dietro le quinte di grandi eventi. Efficienza e competenza sono fondamentali per un bravo tecnico palco, luci, montaggio, o per gli ingegneri del suono. Figure indispensabili per la messa in scena di qualsiasi tipo di spettacolo, da quelli fatti in casa quelli internazionali. Eppure, negli anni della pandemia, questa categoria di professionisti ha vissuto nell’invisibilità. “Quella degli eventi è un’industria vera e propria, fatta da centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori e decine di migliaia di aziende che amano il proprio lavoro e devono avere riconoscimento e dignità” – recitava uno dei punti base di “Bauli in piazza”, associazione di lavoratori del mondo dello spettacolo, che durante la pandemia ha protestato con flash-mob in giro per l’Italia per chiedere sostegno ai lavoratori e riforme per le imprese del settore, regole per la ripartenza e un’agenda del tavolo interministeriale. Anet è stata dietro le quinte del Medita festival, per raccontare, in un assolato pomeriggio di montaggio e prove, il lavoro di chi c’è e fa in modo che tutto vada per il verso giusto.