Da rovina a museo: la storia del Mudit

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Manca poco all’inaugurazione del Museo degli Illustri Tarantini. Un luogo con una lunghissima storia alle spalle. Il professor Mario Guadagnolo, del comitato scientifico MUDIT, l’ha raccontata ad Angelo Caputo nella trasmissione serale Rosso di Sera.
«La famiglia Viola era proprietaria della masseria Solito e lo è divenuta dopo il matrimonio di Luigi Viola, fondatore del Museo Archeologico, con Caterina Cacace, la figlia dell’industriale Cacace molto importante a Taranto nei primi anni del ‘900» racconta Mario Guadagnolo.
Secondo il professore, quando Luigi Viola diventò sindaco di Taranto nel 1889/90 e direttore e fondatore del Museo Archeologico di Taranto, visse nella masseria. Fu in questo periodo che scoprì la Cripta del Redentore, che si trova in via Terni. La leggenda dice che nella Cripta sia arrivato San Pietro, in viaggio dall’Oriente e che con un colpo di bastone abbia fatto venire fuori una zolla d’acqua. In quel punto, in epoca bizantina fu posto il mosaico con il Cristo Pantocratore. Da allora la cripta venne custodita nella masseria. Fino agli inizi degli anni 2000, quando fu approvato il progetto per la costruzione di un condominio, all’interno del condominio c’era il rudere della masseria Viola, destinato ad essere abbattuto, ad essere demolito.
Un gruppo di cittadini si oppose alla demolizione: «facemmo un po’ di chiasso per impedire che quella masseria fosse abbattuta –racconta Guadagnolo. Da allora, un erede di Luigi Viola, il dottor Enrico Viola, ha continuato la battaglia costituendo un centro studi dedicato a Cesare Giulio Viola, il commediografo figlio di Luigi, e proponendo al Comune di Taranto di acquisire la Masseria Viola, per trasformarla in un museo per gli illustri Tarantini».
Nel museo sarà possibile conoscere le vite, le biografie dei personaggi della storia di Taranto che hanno reso importante la nostra città in tutti i campi, attraverso degli innovativi percorsi interattivi.