Alla Cittadella uno studio innovativo sugli anziani

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Per monitorare la risposta immunitaria nella popolazione, e soprattutto per  stimare la durata della protezione vaccinale negli anziani più vulnerabili, è in corso  un prestigioso  studio, supportato dall’AIFA, dell’Istituto Superiore della Sanità  in collaborazione con la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG).
Dedicato agli anziani residenti nelle Residenze Sanitarie Assistenziali, GeroVAX  vede al suo interno il coinvolgimento della R.S.A. L’Ulivo  grazie al Coordinatore scientifico della Fondazione Cittadella della Carità nonché coordinatore progetto GeroVAX per SIGG  prof. Raffaele Antonelli Incalzi e alla dr.ssa Manuela D’Abramo, del Comitato Tecnico Scientifico della nostra Fondazione.
Lo studio  valuta efficacia, sicurezza e durata delle vaccinazioni anti-Covid-19 nel contesto delle RSA, sugli anziani più fragili nei quali la risposta immunitaria potrebbe essere alterata o inferiore. L’indagine  si inserisce nel progetto GeroCovid RSA della SIGG nel quadro di un più ampio studio multicentrico osservazionale, unico in Europa, nato nel marzo scorso per raccogliere dati sulla situazione reale degli anziani più esposti alla minaccia Covid.

“L’indagine GeroCovid RSA è stata avviata quando si moltiplicavano i casi delle RSA travolte dall’emergenza, censite a maggio dall’Istituto Superiore di Sanità in un rapporto nazionale sul contagio da Covid – spiega Raffaele Antonelli Incalzi, coordinatore progetto GeroVAX  per SIGG – L’utilizzo di una rete già esistente offre chiari vantaggi in termini di tempi  organizzativi e di gestione e semplifica il sistema di raccolta dati già attivo, grazie al supporto di Bluecompanion France, che ha realizzato un’infrastruttura tecnologica che consente l’immissione e l’archiviazione diretta dei dati, in assoluto anonimato e sicurezza. La partecipazione al nuovo studio dell’ISS è un ulteriore sforzo nella direzione di comprendere al meglio la portata della malattia nel setting assistenziale delle RSA e soprattutto definire l’efficacia della protezione vaccinale, colmando lacune di conoscenza fondamentali per la corretta gestione della popolazione anziana più vulnerabile” conclude Antonelli Incalzi.