ex ilva: Melucci e Gugliotti scrivono ad invitalia

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«Stiamo chiudendo l’intesa con Mittal per completare un progetto fondato su un forte partenariato tra pubblico e privato». Lo dichiara il premier Conte durante la presentazione del rapporto Svimez 2020 ma il sindaco Melucci ed il presidente della Provincia, Gugliotti, ribadiscono di non essere stati messi ancora al corrente di nulla. Per questo hanno scritto direttamente ad Invitalia, che entrerà nel capitale sociale per conto dello Stato. Chiedono con urgenza la trasmissione della documentazione relativa all’accordo con il colosso della siderurgia. La nota è stata inviata per conoscenza anche al capo del governo Conte, al ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Stessa condizione dei sindacati. «Non ci sentiamo vincolati a quello che ArcelorMittal e governo definiranno il 30 novembre. Noi vogliamo discutere di piano ambientale e di piano industriale. Non ci accontenteremo di quello che hanno detto e non accetteremo cinque anni di cassaintegrazione strutturale» – ha dichiarato oRocco Palombella, segretario generale Uilm. Il riferimento è alle voci che prevedono un piano con 10.700 occupati ma dal 2025. «C’è una situazione insostenibile – ha denunciato Francesca Re David -. Vogliamo sapere se i nuovi piani hanno un programma preciso e rispondono alle necessità dell’ambiente e del lavoro. Se lo Stato entra al 50 per cento, pensiamo che lo Stato entri per migliorare. L’ambiente, la produzione e l’occupazione». «L’atteggiamento del governo e dello Stato è inaccettabile – e questo peggiorerà la situazione»- ha concluso. «La partita inizierà il primo dicembre- ha aggiunto il segretario generale della Fim Cisl Roberto Benaglia, più possibilista sul futuro- non facciamo i catastrofisti, sarà assicurata la continuità produttiva e questo è un dato importante, che non era scontato. Ora bisogna dare risposta a questioni fondamentali, a partire dai volumi produttivi. Si tratta di capire se la risalita della ripresa è scadenzata bene». Intanto l’acciaieria 1 ripartirà presumibilmente a gennaio. I nodi da sciogliere restano l’occupazione, la manutenzione ordinaria e straordinaria e il piano ambientale. La situazione drammatica dell’ex Ilva è valsa anche la lettera di solidarietà arrivata nei giorni scorsi ai tre segretari dal sindacato europeo metalmeccanico.