Acque reflue: è scontro tra Regione- Legambiente

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Salta il progetto dell’utilizzo delle acque reflue dei depuratori Gennarini e Bellavista ad uso dell’ex Ilva di Taranto. Per realizzarlo ci vorrebbero almeno altri 10 anni, è emerso il 16 novembre scorso, durante l’incontro istituzionale del tavolo per il Contratto Istituzionale di Sviluppo. “Per portare fino all’acciaieria le acque dei due depuratori sarebbe necessario adeguare e completare un grosso collettore di collegamento fra i due depuratori (in gran parte costituito da una condotta sottomarina) – spiegano Regione e Aqp- più un’ulteriore condotta, con relativi impianti di sollevamento, per addurre le acque fino all’acciaieria. Questo intervento da 23 milioni di euro, è un onere rilevante ed esclusivamente destinato alle esigenze dell’acciaieria. Inoltre per le complessità esecutive e le prescrizioni ambientali sono stati calcolati tempi di esecuzione di circa 10 anni. All’investimento si aggiungerebbero le risorse necessarie a sostenere il potenziamento dei due depuratori di oltre 52 milioni di euro”. Per questo motivo si è stabilito di cambiare strada. La Regione afferma di aver avviato già uno studio di fattibilità insieme al colosso siderurgico, con il supporto di Aqp e Agenzia Asset. “Per l’ex Ilva costruiremo un dissalatore; le acque dei depuratori Bellavista-Gennarini saranno utilizzate per l’agricoltura e quelle dei bacini Sinni-Tara invece, verranno usate solo a fini potabili”. Si tratta di una soluzione presentata dai tecnici della Regione Puglia al Cis che “è stata ritenuta unanimemente più vantaggiosa e coerente con gli obiettivi di efficacia e razionalizzazione delle risorse idriche ed economiche”- conclude la nota inviata alla stampa. E sulla questione arriva la denuncia del circolo cittadino di Legambiente. “Vogliamo vedere le carte. Lo chiediamo da quattro mesi. Non si può rimettere continuamente tutto in discussione senza arrivare mai ad una conclusione; è dal lontano 1994 che fu finanziata, e successivamente realizzata con lavori ultimati nel 1997, la condotta che doveva portare le acque affinate dei depuratori Gennarini e Bellavista allo stabilimento siderurgico di Taranto per essere utilizzate nei processi di raffreddamento degli impianti”. L’associazione sottolinea lo sperpero di denaro pubblico. “Sono state spese ingenti somme pubbliche e altre ne dovranno essere spese: gli enti pubblici accelerino per giungere nel più breve tempo possibile al completamento degli impianti”.