Inavolento, l’incontro tra due sud del mondo

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Lo potete vedere sui social. Irriverente, divertente, musicale. E’ “Inavolento”, il secondo lavoro di Foghest, gruppo artistico nato dal ricordo del compianto Tonio Parisi e formato da un gruppo di artisti che hanno in comune l’aver condiviso decenni di esperienze amicali, risate, musica, produzioni artistiche e sogni. Persone con competenze e percorsi professionali diversi, ognuna con la sua strada, che un giorno si sono ritrovate e hanno raccontato momenti di vita tarantina attraverso i modi di dire, a metà strada tra il dialetto e l’invenzione, propri del territorio.
“E’ nato così Inavolento – racconta Domenico Longo – sceneggiatore e regista. Il vicino di casa di Franco ci ha fatto sempre ridere, un giorno mi arriva la musica dal figlio Cristiano e da lì è nata la vita sempre uguale di Armando Dos Pelotas, la sceneggiatura di una giornata tipo di un uomo dalle indefinibili origini pugliesi, un pensionato che si confronta con la sua esistenza messa a dura prova dal momento in cui si sveglia fino al calar della sera”.
“Nel brano, racconta Franco Cosa, Armando trascorre giornate tristi e monotone, dalle 5 di mattina al calar della sera. Il linguaggio utilizzato, che oggi non si usa più, deriva dalle tradizioni tarantine. I nostri genitori, i nostri nonni usavano queste terminologie, come ad esempio “traumatificare” o “inavolento”. Quest’ultimo termine, che dà il titolo al brano, significa “inconsapevolmente”, senza volverlo.
Il risultato è un brano molto musicale, con riferimenti ad un paese del sud del mondo, simile per molti aspetti al nostro sud.
Il testo della canzone è dello showman Franco Cosa, la musica è di suo figlio Cristiano, giovane e talentuoso musicista, la sceneggiatura e la regia sono di Domenico Longo, docente al Conservatorio Paisiello di Taranto e direttore d’orchestra. Ma non è finita qui, perchè nel cast ci sono anche Marcello Ingrosso, Gianni Caloro (degli Art Studio con Tonio Parisi e Franco Cosa), Gualtiero Di Stefano, Michele Ciavarella, Vincenzo Greco ed Egidio Maggio con la sua mitica chitarra (voluta persino da Checco Zalone per i suoi film).