Gli 80 anni di don Domenico Liuzzi cappellano alla Cittadella della Carità

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Scritto da Gabriella Ressa  •  17 Aprile2018   

“Anche con un po’ di titubanza comunico a tutti i fratelli nella fede che, ringraziando il Signore, sono arrivato a ottanta anni. Ripercorrendo tutti questi anni, devo dire che ho vissuto esperienze meravigliose. Non posso non ricordare quello che mi ha visto impegnato per tanti anni nel ruolo di cappellano militare in mezzo a tanta gioventù proveniente da tutte le regioni d’Italia”. Con la discrezione e l’umiltà che lo hanno sempre contraddistinto don Domenico Liuzzi, cappellano alla Cittadella della Carità, accetta di raccontarsi ora che ha raggiunto gli 80 anni

Poco tempo fa tutta la Cittadella della Carità, nella quale svolge il suo servizio da anni con indefessa dedizione verso gli ammalati, gli ospiti, i parenti, e tutto il personale della struttura, lo aveva festeggiato per il raggiungimento di una data importante e significativa: i 50 anni di sacerdozio. Don Domenico è un sacerdote instancabile che da anni segue e serve gli ammalati della struttura, con un ampio sguardo di misericordia sul personale, ma anche su tutte le persone che transitano per la Cittadella. Dopo il congedo militare nel 1999, l’indimenticabile Mons. Motolese lo volle nella sua Cittadella, come padre spirituale. Anni di servizio con Cristo e per Cristo, scegliendo di dedicarsi ai giovani e poi ai malati, agli anziani, ai sofferenti. 

Ora gli ottanta anni, che lo rendono disponibile ad una chiacchierata. “Ho avuto contatti con tanta gente che ha collaborato con me per la crescita umana e cristiana. Voglio ricordare nel quarantesimo della morte di Aldo Moro, il periodo critico vissuto da tutto il paese nel corso dei decenni ed il lavoro svolto per l’evangelizzazione, l’appello al senso di giustizia, il richiamo all’osservanza della legge, l’amore comunitario, il tutto con l’appoggio fraterno di tanti colleghi che hanno collaborato con serietà e passione”. Don Domenico ha avuto ed ha ancora tanti contatti con i giovani della Facoltà di ingegneria di Taranto – Centro Interdipartimentale del Politecnico di Bari “Magna Grecia” ( la cui sede è al quartiere Paolo VI) e dei Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie (la cui sede è nella Cittadella).Il dialogo con i giovani permette la realizzazione di confronti culturali comunitari su temi di attualità. Anni di servizio amorevole i suoi, di devozione alla Chiesa e al suo amato Pastore mons. Filippo Santoro. 

Una presenza discreta ma costante, che ha sempre guardato all’essenziale; portare la voce del Signore in chiunque voglia ascoltare, confessare (è sempre disponibile), distribuire l’eucaristia, “perché nutrendosi del Signore si diventa più forti”.

“Invito i confratelli giovani sacerdoti a vivere con entusiasmo il proprio sacerdozio nelle varie attività pastorali, nella certezza che il Signore è vicino a noi tutti, illuminandoci in ogni momento, perché la nostra azione lasci il segno nel cuore delle persone con le quali abbiamo rapporti”.

Naturale una sua riflessione sul futuro. “Si avvicina il momento della pensione, e se il Signore mi darà vita, eserciterò il mio ministero sacerdotale nel mio paese di Noci, a disposizione della volontà del Vescovo Giuseppe Favale. Voglio ringraziare tutti coloro che mi sono stati vicini nel mio esercizio pastorale, in particolare Sua Ecc. Mons. Filippo Santoro. Voglio infine ricordare tutti i vescovi che hanno avuto fiducia in me: Mons. Motolese, il Card. De Giorgi, Mons. Papa e Mons. Filippo Santoro”.